Le presenze in un click

COVID-19 E ASSENZE DEI DIPENDENTI: ALCUNE AVVERTENZE PER I DATORI DI LAVORO

Con la presente breve guida operativa si forniscono sintetiche indicazioni per la gestione, nel rapporto di lavoro, dei casi di dipendenti contagiati dal Covid-19, posti in quarantena o direttamente coinvolti in situazioni comunque riconducibili alla circolazione del virus.

Innanzitutto, il datore di lavoro dovrà rammentare al lavoratore che deve essere immediatamente avvisato quando il lavoratore stesso si trovi in una delle condizioni che esamineremo in appresso, nonché di rivolgersi immediatamente al proprio medico curante.

Gli altri soggetti che dovranno essere informati (dal datore di lavoro) sono il Medico Competente ed il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, i quali disporranno le azioni loro riservate dalle norme.

·  Positività al virus: il dipendente ha diritto alla tutela di malattia (documentata con apposita certificazione medica);

·    Quarantena disposta a seguito di contatti stretti con soggetti positivi al virus: le assenze dal lavoro potranno essere trattate come evento di malattia solo in presenza di idoneo certificato medico, altrimenti saranno considerate ferie o permessi, salvo l’eventualità di ricorso allo smart working o telelavoro (ove compatibile con la propria prestazione);

·     Quarantena disposta con provvedimento amministrativo (ad esempio “lockdown” locali o rientro da Paesi “a rischio contagio”) non dà diritto alla tutala di malattia nei confronti dei dipendenti coinvolti (salvo che il lavoratore non sia in possesso di regolare certificato medico). In caso di chiusure aziendali imposte a seguito di disposizioni delle autorità, si potrebbe richiedere l’intervento degli ammortizzatori sociali per i lavoratori coinvolti; 

·     Lavoratore a stretto contatto con soggetto a stretto contatto di soggetto positivo: non è previsto alcun tipo di tutela particolare;

·    Lavoratore “fragile”: il soggetto cui sia riconosciuta una disabilità caratterizzata da gravità (legge n. 104/92) o che si trovi in condizioni di rischio per immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o terapie salvavita (debitamente attestati), non potrà avvalersi della tutela di malattia quando presti l’attività in modalità smart working o telelavoro. Sarà infatti il medico competente che dovrà emettere il giudizio sull’attività lavorativa svolta, sulle condizioni del posto di lavoro ed esprimere un parere in merito alla sorveglianza sanitaria con carattere eccezionale.

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