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Numero   -  dicembre 1899

NOTIZIARIO

COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

Dal 1 gennaio 2017 sono entrate in vigore le nuove norme in materia di collocamento obbligatorio. 

Pertanto, le imprese che occupano da 15 a 35 dipendenti - laddove la c.d. quota di riserva risulti scoperta -, sono tenute ad attivarsi per procedere all'assunzione di un lavoratore disabile. 

In precedenza l’obbligo scattava soltanto in caso di nuova assunzione. Viceversa, allo stato attuale, la mancata copertura della quota fa scattare automaticamente il termine di 60 giorni entro il quale presentare agli uffici competenti la richiesta nominativa di assunzione della persona con disabilità. 

 

ENASARCO

Dal 1° gennaio 2017 entra in vigore la nuova aliquota di contribuzione al Fondo di previdenza, pari al 15,55% delle provvigioni dichiarate (di cui il 7,775% a carico dell’azienda mandante ed il 7,775% a carico dell’agente). La Fondazione ha inoltre comunicato gli importi dei massimali per il 2017 i quali si attestano a 37.500 euro per gli agenti monomandatari e 25.000 euro per i plurimandatari. 

 

 

INPS

Con circolare n. 40 del 28 febbraio 2017, l’Istituto illustra la disciplina relativa alla al c.d. Incentivo Occupazione Giovani e ne fornisce le indicazioni operative per la fruizione. Lo stesso è riconosciuto in caso di assunzione a tempo indeterminato o determinato (per un periodo minimo di 6 mesi) di giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni cosiddetti NEET, ovvero non inseriti in un percorso di studi o di formazione.

 

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

A partire dal 1° gennaio 2017 sono stati modificati i recapiti e-mail delle Direzioni Territoriali del Lavoro, le quali prendono il nome di Ispettorato Territoriale del Lavoro. Pertanto i nuovi indirizzi di posta elettronica sono i seguenti:

E-mail: ITL.località@ispettorato.gov.it 

PEC: ITL.località@pec.ispettorato.gov.it 

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Pubblicato l’Avviso per l'erogazione di contributi finalizzati a sostenere tirocini di cittadini extra-UE, che fanno ingresso in Italia per svolgere un’esperienza formativa di durata compresa tra un minimo di 3 e un massimo di 6 mesi.

 

Rassegna mensile di giurisprudenza in materia di lavoro

 

DECISIONE CONSULTA

 

Nella giornata dell’11 gennaio scorso, la Corte Costituzionale è stata chiamata a decidere circa l’ammissibilità o meno dei referendum abrogativi proposti dalla Cgil in merito a specifiche disposizioni introdotte dal Jobs Act. In particolare, la Consulta ha ritenuto: - ammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti; - ammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher); - inammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi. Pertanto, tra il prossimo 15 aprile ed il prossimo 15 giugno - salvo particolari questioni di natura politica - i due quesiti ritenuti ammissibili dalla Corte dovranno essere sottoposti al voto referendario.

Focus

 

L’ATTRIBUZIONE DELLE MANSIONI IN AZIENDA: POSSIBILITA’ DI DEMANSIONAMENTO

Il tessuto economico nel quale operiamo, costituito in larga parte di piccole e medie imprese, ci pone spesso di fronte ad organizzazioni aziendali nelle quali vi è uno stretto rapporto personale tra datore di lavoro e lavoratori; l'imprenditore ha una conoscenza diretta dei lavoratori, con i quali magari ha condiviso ore di lavoro e nei confronti dei quali talvolta nutre un debito di riconoscenza per l'apporto ad una passata prosperità dell'azienda. In questi contesti, prospettare il ricorso al licenziamento dei lavoratori appare affatto soddisfacente e, addirittura, spesso controproducente rispetto ai risultati di efficienza e di riduzione dei costi che si vogliono ottenere. Analizzando la più recente riforma del lavoro del 2015 (Jobs Act - D. Lgs. n. 81/2015), si riscontra pertanto un particolare interesse nell'intervento sul tema delle mansioni e, sulle possibilità di modificarle, di ridurre il livello di inquadramento e, di conseguenza, la retribuzione ed i costi aziendali. Anche nell'ipotesi in cui l'azienda abbia già operato dei licenziamenti ed ora stia procedendo ad una riorganizzazione dei ruoli e ad una riattribuzione delle mansioni al personale dipendente, oggi è più agevole,  ricorrendo certe condizioni, attribuire mansioni equivalenti o inferiori  ad un lavoratore, riducendogli, in alcuni casi, anche la retribuzione.

La regola generale, come noto, è che il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto, ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte. Ci sono ora però alcune eccezioni alla regola generale (mobilità verticale verso il basso). La prima prevede che «In caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore purché rientranti nella medesima categoria legale.» In presenza cioè di ristrutturazione degli assetti organizzativi aziendali (con eventuale riqualificazione del personale) il lavoratore può essere demansionato, ma di un solo livello di inquadramento e lasciandogli inalterata la categoria di appartenenza (dirigenti, quadri, impiegati, operai) e la retribuzione di provenienza (fatta eccezione per gli elementi retributivi collegati a particolari modalità di svolgimento della precedente prestazione lavorativa).

La norma pone tre limiti a questo «jus variandi in pejus»: Uno interno: modifica degli assetti organizzativi aziendali. Due esterni: immodificabilità della categoria legale e del livello di inquadramento, che deve essere immediatamente inferiore al precedente.

Ulteriori condizioni di assegnazione a mansioni inferiori possono essere predeterminate specificatamente dal contratto collettivo della categoria di appartenenza.

Una delle novità più significative del compendio normativo in discorso risiede nel fatto che nelle sedi di cui  alle Commissioni di conciliazione  o  avanti  alle Commissioni  di  certificazione,  possono  essere stipulati con il lavoratore  accordi individuali di modifica delle mansioni, della categoria legale e del livello   di   inquadramento,  nonché    della    relativa    retribuzione, qualora il lavoratore mostri interesse   alla  conservazione  dell'occupazione (al fine di evitare il paventato licenziamento), o all'acquisizione di una diversa professionalità o, ancora, al miglioramento delle proprie condizioni di vita. In tali casi, tassativamente individuati dalla norma ed al di fuori dei quali ogni patto è nullo, è ammessa quindi la modifica della categoria legale, delle mansioni e dell’inquadramento (senza alcun limite né di livello, né di categoria), e della retribuzione. 

Il mutamento delle mansioni deve però essere sempre accompagnato, ove necessario, dall’assolvimento dell’obbligo formativo (cfr. anche art. 37, D. Lgs. n. 81/2008). La norma non specifica a quale tipo di mutamento di mansioni si riferisce quando prescrive la formazione. Pertanto: - è da ritenere applicabile alle modifiche sia orizzontali (comma 1) sia a quelle in pejus (commi 2 e 4); - non sembra applicabile al comma 6 (accordo volontario tra le parti (le quali restano, in tal caso, libere di decidere).

Infine, allo scopo  di individuare l’inquadramento da attribuire al lavoratore nell'ipotesi di svolgimento di attività promiscue e della determinazione delle mansioni da considerare prevalenti, ove la contrattazione collettiva non preveda una regola specifica per l'individuazione della categoria di appartenenza del lavoratore, la prevalenza e più correttamente la "promiscuità", non va determinata sulla base di una mera contrapposizione quantitativa delle mansioni svolte, bensì tenendo conto, in base alla reciproca analisi qualitativa, della mansione maggiormente significativa sul piano professionale, purché espletata in via prevalente e non in maniera sporadica od occasionale. 

 

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Il punto sul lavoro

domestico

L’orario di lavoro: durata e distribuzione

L’art.18 del CCNL Lavoro Domestico disciplina l’orario di lavoro del collaboratore domestico stabilendo che, la durata normale dell’orario di lavoro è quella concordata fra le parti, con un massimo di: 

- 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali, per i lavoratori conviventi; 

- 8 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali, distribuite su 5 giorni oppure su 6 giorni, per i lavoratori non conviventi 

Inoltre, i lavoratori conviventi inquadrati nei livelli B, B Super e C, nonché gli studenti di età compresa fra i 16 e i 40 anni frequentanti corsi di studio al termine dei quali viene conseguito un titolo riconosciuto dallo Stato ovvero da Enti Pubblici, possono essere assunti in regime di convivenza anche con orario fino a 30 ore settimanali. 

Il loro orario di lavoro dovrà essere, di norma e salvo diverso accordo scritto tra le parti, articolato in una delle seguenti tipologie:

- interamente collocato tra le ore 06.00 e le ore 14.00;

- interamente collocato tra le ore 14.00 e le ore 22.00;

- interamente collocato, nel limite massimo di 10 ore al giorno non consecutive, in non più di tre giorni settimanali. 

 

 

 

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Mr.Cedolino ricorda

Quietanzate modelli F24

Si invitano le Aziende che non ci abbiano ancora consegnato le copie regolarmente quietanzate dei modelli F24 pagati nel periodo di scadenza compreso tra il 16/2/2016 ed il 16/2/2017 a provvedere quanto prima, al fine di poter organizzare al meglio la predisposizione delle dichiarazioni fiscali dell’anno 2016.

Resta inteso che le Aziende le quali abbiano già fornito tali documenti oppure abbiano affidato allo scrivente Studio la delega per il cassetto fiscale o l’incarico di trasmettere telematicamente i modelli F24 via Entratel non dovranno considerarsi destinatarie della presente comunicazione.

Nel ringraziare anticipatamente per la collaborazione, si coglie l’occasione per porgere i nostri migliori saluti.

 

 
 

Prossimi eventi formativi

Corso di formazione per lavoratori addetti alla conduzione di carrelli elevatori

- 22.03.2017, dalle 9.00 alle 13.00

- 27.03.2017, dalle 9.00 alle 13.00

- 29.03.2017, dalle 9.00 alle 13.00

Corso di aggiornamento per lavoratori addetti alla conduzione di carrelli elevatori (4 ore)

- 29.03.2017, dalle 9.00 alle 13.00